Inizio Pagina

Stampa questa pagina

Pagine di Pace

Chiesa e movimento per la pace a Comiso

Didascalie

[56] L'autore prese lo spunto dalla partecipazione di numerosi cattolici alla grande manifestazione romana del 22 ottobre 1983 valutata in senso positivo da P.G. Liverani (Avvenire, 23 ottobre 1983, 1), e dalla contromanifestazione organizzata a Milano il 7 novembre successivo per iniziativa del Movimento Popolare e di Comunione e Liberazione.
[57] F. Lombardi, I nodi della politica estera italiana - Euromissili, Libano, impegno per la pace, in «La Civilta' Cattolica», 1983, IV,  601.
[58] Non si tratto' solo di un dato di fatto. Manco' la dimensione stessa della ricerca e prevalse, in un contesto oggettivamente delicato e complesso, la tendenza alla semplificazione e all'enunciazione apodittica. All'accusa di non essersi consultato, mons. Rizzo rispose: «se avessi avuto dei dubbi, mi sarei consigliato. Ma non ne avevo, e non ne ho neppure ora» (cfr. R. Giacomelli, art. Cit., 51). Emblematico fu poi il sistematico rigetto da parte di mons. Rizzo dell'insistente richiesta di convocazione straordinaria dell'assemblea diocesana.
[59] Ibid.
[60] Per una breve riflessione sull'aspetto culturale della questione degli euromissili a Comiso, cfr. Movimento Pax Christi, Le strade della pace - Cristiani a Comiso, Edizioni Dehoniane, Napoli, 1984, 19-26.
[61] «Non a Comiso - affermo' mons. Rizzo -  si risolvono i problemi che, qui agitati, non fanno che rendere piu' difficile la situazione nostra. Sarebbe molto piu' opportuno orientare le maree verso Bruxelles o Ginevra, verso Roma o meglio ancora, verso New York o Mosca piuttosto che far gravare su questo popolo di onesti lavoratori il pesante fardello di questo dramma dell'umanita' con i suoi inevitabili risvolti politico-sociali che intorbidano l'atmosfera serena della civica convivenza. Lasciateci, o pacifisti al nostro lavoro, alla nostra dignitosa sofferenza e pazienza» (Comitato Per Il Convegno Delle Chiese Di Sicilia, cit., 29).
[62] R. Giacomelli, art. Cit., 51.
[63]  Nella parte conclusiva del messaggio natalizio del 1982 si legge: «Noi consideriamo l'installazione dei missili che vuol farsi nel nostro territorio come un bubbone pestifero che sta paurosamente crescendo per aggiungersi ai molti altri che gia' rendono irriconoscibile il corpo infetto del mondo. Ed allora ci sembra doveroso avvertire ogni uomo, pregandolo - ed e' questo il nostro messaggio - ad alta voce: prima e piu' ancora che dei bubboni preoccupatevi dell'infezione totale del corpo che e' nel sangue» (Segno, n. 36 [1983], 111).
[64] Sui presupposti morali della deterrenza, v. G. De Rosa S.J., Guerra nucleare, deterrenza e coscienza morale, in «La Civilta' Cattolica», 1983, II, 313-328. Sul tema della pace, sono da segnalare i documenti dei vescovi olandesi, tedeschi occidentali, giapponesi, belgi e francesi riprodotti integralmente da Adista e da Il Regno-documenti (cfr. pure Segno, n. 44-45/1983, 244-248). Al principio della deterrenza si ispirarono anche i vescovi statunitensi nella loro lettera La sfida della pace del 1983. Per un ripensamento critico di quella dottrina, giudicata ormai inadeguata rispetto alle successive iniziative militari degli Stati Uniti, cfr. il recente documento firmato da 73 vescovi americani di Pax Christi (aprile/giungo 1999) dove, fra l'altro, si legge: «Il cambiamento della strategia statunitense - dall'idea di utilizzare il nucleare come deterrente per altri Stati che possiedono armi nucleari a quella di tenere sotto tiro tutte le nazioni che possono sviluppare qualsiasi arma di distruzione di massa - e' relativamente recente. Tale sviluppo solleva serie preoccupazioni. Questa estensione del ruolo delle armi nucleari contraddice nettamente la nostra valutazione». Le conclusioni cui sono recentemente pervenuti i vescovi americani di «Pax Christi» confermano le valutazioni gia' proposte in Italia dallo stesso movimento fin dal 1984 (cfr. Movimento Pax Christi, op, cit., 7-18 ["L'aspetto tecnico-militare"]). Di diverso parere e' mons. Giovanni Marra, ordinario militare per l'Italia, secondo il quale: «Oggi possiamo constatare come la deterrenza e la dissuasione - nonostante i rischi che avrebbero potuto comportare - hanno prodotto risultati positivi di pace e di disarmo» (G. Marra, Tendenze del mondo cattolico sul tema della pace e della guerra - conferenza tenuta il 20 gennaio 1992 a Roma, in occasione della XLIII Sessione 1991-1992 del Centro Alti Studi per la Difesa, apparso in un opuscolo edito da quell'organismo e ripubblicato sul n. 204 di Cristianita', e oggi disponibile anche sul sito Internet di «Alleanza cattolica»). Mons. Marra, pur riconoscendo che il pacifismo e' presente nell'associazionismo cattolico grazie all'influsso esercitato dal «Movimento Pax Christi fondata nel 1944», tende a porre una netta linea di demarcazione tra le posizioni dei pacifisti cattolici e il pensiero ufficiale della Chiesa: «Va qui subito rilevato che le posizioni dei pacifisti cattolici, pur esprimendo una tendenza di taluni settori del mondo cattolico laico e di limitate fasce ecclesiastiche, non rappresentano affatto la linea direttrice ufficiale della Chiesa cattolica nella gerarchia e nella stragrande maggioranza del popolo cristiano: sovente questi movimenti strumentalizzano i necessari interventi del Papa per rivestirsi di una ufficialita' che le loro posizioni estremiste non hanno».

Pagina 7


Aggiungi questo link su:

  • Segnala via e-mail
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su OKNOtizie
  • Condividi su del.icio.us
  • Condividi su digg.com
  • Condividi su Yahoo
  • Condividi su Technorati
  • Condividi su Badzu
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Windows Live
  • Condividi su MySpace
Torna a inizio pagina