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Le sue mani che guarivano

Mio padre lo saluto' come si salutano i salvatori,
lui salvatore che strappava la morte di dosso alla gente,
lo saluto' con un brivido d'orgoglio che gli sconoscevo.
Lui che sfilava il piombo dalle carni dagli uomini,
batte' i tacchi e lo lascio marciare sui nostri legni,
lui che ha barellato soldati che gli urlavano salvami,
gli lascio' varcare la porta come un eroe,
e lo ascolto' mentre l'eroe raccontava di bastardi
che usurpano casa nostra e ci fan saltare in aria,
perche' ci odiano, salvatore, ci odiano perche' siamo diversi,
perche' mangiamo pane lievitato e rendiamo grazie al vero dio,
perche' le nostre donne ci si danno con trasporto,
perche' siamo avanti,
perche' noi siamo avanti, salvatore.
Noi siamo avanti ed avanti guardiamo,
con orgoglio, salvatore,
perche' non v'e'chi non veda e non v'e'chi non sappia,
che il brutto minaccia il bello ed il lordo minaccia il netto,
e lo scuro minaccia il chiaro ed il male minaccia il bene.
E cosi' da sempre, e chissa' ancora per quanto.
E cosi' disse l'eroe, e chiese un'ipoteca
sulla vecchia foto di mio nonno in posa sulla linea del piave,
e chiese un'ipoteca
sulla pergamena di laurea ingiallita di mio padre
e chiese un'ipoteca
sul sorriso di mia madre e sulla mia culla di ferro cigolante.
E mio padre, salvatore con le mani calde che guariscono,
disse a mia madre dobbiamo
e mia madre annui' dobbiamo e vogliamo,
e io sorrisi e chiesi dove andiamo.
E l'eroe, grave, disse prepariamoci, sara' difficile disse,
ma ce la faremo, non cederemo disse,
per il paese i valori il vero dio e per voi,
e per voi, la famiglia, disse l'eroe.
Poi vedemmo l'eroe che sorrideva a tutti
e diceva partiremo e compiremo il dovere
e ad attenderci sara' un mondo piu' sicuro, piu' libero e giusto,
e verrete anche voi e neanche per un istante rinunceremo,
costera' lo sappiamo, ma non ci volteremo, non lasceremo
non lasceremo che sputino sulle effigi dei nostri penati,
non lasceremo che violentino sporchino devastino uccidano,
fosse anche la nostra ultima battaglia.
La nostra ultima battaglia spiccava grave l'eroe.
La nostra ultima battaglia ripeteva mio padre salvatore.
Violentano sporcano devastano uccidono neniava mia madre.
La loro ultima battaglia, litaniavo io disteso sul letto.
Vestitevi di divise di valore e di elmi d'orgoglio chiedeva l'eroe,
imbarcatevi volate correte imperversate allagate infiammate,
fate grandinare sale, scatenate la gehenna e calate il maglio del vero dio,
implacabili contro il lordo male oscuro, chiedeva l'eroe,
infierite su satana con le lance del bene,
infierite su satana chiedeva l'eroe.
Imbarcati mi disse mio padre, vola corri mi disse mia madre,
mio padre salvatore dalla mano calda che guarisce,
mi disse imba'rcati, vola e corri mi disse mia madre,
mia madre con la sua fragile mano di pelle sottile,
mi disse vola corri imperversa allaga e infiamma.
Infierisci su satana mi chiese mio padre salvatore,
infierisci su satana mi chiese mia madre sottile.
Mio padre mi saluto' come si salutano i figli,
con una carezza sulla guancia della sua mano calda,
con la sua mano che strappa la morte mi saluto' mio padre salvatore.
Mia madre sottile mi saluto' con un gesto,
un gesto sottile.
Travalicai il mare insieme a mille altri,
chiesi chi fosse l'eroe, mi dissero ridendo quello li' non viene,
ha convegni di dicastero ed adunanze d'ufficiali,
quello li' non viene, ma andra' in radio e televisione,
e parlera' di noi, sai burba, parlera' di noi che partiamo,
parlera' di noi e dira' imbarcatevi volate correte imperversate allagate infiammate
e dira' che portiamo divise di valore ed elmi d'orgoglio
e poi tornera' a casa,
ma torneremo a casa anche noi, sai burba,
torneremo anche noi a casa da lei.
Tu hai la lei o hai le lei, tante lei come l'eroe?
Sai che l'eroe ne ha piu' d'una,
quello si' che e'un eroe, mica noi povero burba!
E risero nonni e caporali, e risero di gusto,
stretti nelle divise bagnate di valore e negli elmi incrostati d'orgoglio,
e risero di gusto,
un attimo prima d'abbassare la visiera e cominciare a correre,
a correre, imperversare, allagare, infiammare,
ridendo sempre, ridendo quasi,
ridendo forte, ridendo sempre piu' forte,
urlando quasi, poi ridendo e urlando,
poi urlando, ululando e divertendoci persino.
Nella terra secca un bastardo che sorrideva,
un infame senza vero dio che mi vuole morto,
un infame seduto che mi sorrideva,
un senza dio senza denti e senza talenti, mi sorrideva seduto.
Mi sorrideva bastardo, che hai da ridere gli dissi,
lui mi mostro' i palmi e mi sorrideva, e disse forse salvami,
e mise le mani alle tasche
come dire non ho nulla soldato, vedi non ho nulla.
Le sue mani nervose scattarono,
le mie scattarono l'emmecappa scatto',
e il senza dio senza denti si sdraio' e continuo' a sorridere,
ridendo forte, sibilando, ansando, quasi morendo,
poi morendo, sdraiato, da fermo,
morendo.
E risero nonni e caporali, e risero di gusto, bravo burba,
e questo e'il tuo primo, non guardarlo troppo, dissero,
bravo burba, non ci pensare adesso, amunenne,
io guardavo e gli guardavo le mani,
le mani calde ancora
le mani nervose che mi ansavano salvami,
le mani ancora calde.
Poi uscii alla luce,
uscii alla luce, e di luce ne vidi troppa,
e sentii luce ed aria attraversarmi, tanta aria,
ed avevo il ventre rotto e mi guardavo e pensavo
al ventre ancora caldo e dicevo che strano,
tutto cosi' in fretta, tutto cosi' strano,
tutto ancora cosi' caldo, pensavo,
e poi rumore,
ma il rumore ormai non lo sentivo piu', e sorrido,
e sorrido sdraiato nella terra secca.
Non ti muovere burba, porca troia non ti muovere,
maledetti infami senza dio e senza talenti,
ti portiamo via burba, sta' tranquillo burba,
rispondi burba, rispondi,
sta' sveglio burba,
rispondi, maledetti bastardi,
rispondi, per il vero dio, rispondi.
Le mani calde di mio padre salvatore,
le sue mani che strappano la morte di dosso alla gente,
le sue mani accarezzano il marmo,
e ne sento il calore sin quaggiu',
e ne sento il calore e vorrei stringerle.
Adesso vorrei le sue mani, adesso come vent'anni fa
quando mi strappo' il male dal ventre a mani nude,
e mi diede sangue fresco e un palmo caldo.
Figlio, che freddo che sei, mi dice, figlio come vorrei stringerti,
e darti un po' di caldo, non me ne resta piu' tanto,
non me ne resta piu' tanto di calore sai,
il calore dal resto del corpo se n'e'andato,
ma le mani, le mani, figlio, quelle sono ancora buone sai.
Sai figlio che ora e'tutto finito,
figlio, e'tutto finito,
e l'eroe, ti ricordi l'eroe, l'eroe l'ho incontrato sai,
stringe le mani ai bastardi e sorride, dice ora son diversi,
non usurpano ne' violentano ne' sporcano ne' devastano ne' uccidono,
son cambiati ora, dice l'eroe
perche' non ci odiano piu', salvatore, non ci odiano piu',
perche' non sono piu' diversi,
perche' mangiano pane lievitato e rendono grazie al vero dio,
perche' le loro donne ci si danno con trasporto,
perche' andranno avanti,
e noi con loro andremo avanti, salvatore.
E parlava di voi, sai figlio, parlava di te, diceva seppelliamo i morti,
seppelliamo i morti ed i fucili ed i rancori,
onoriamo i morti e seppelliamo i rancori,
e con le mani seppelliamo i morti.
E con queste mani molte cose vorrei fare figlio,
molte cose, ma sono ormai mani vecchie figlio mio,
mani vecchie,
buone solo ormai per i bambini del parco di fronte a casa,
e se qualcuno mi s'avvicina,
e ha faccia scura di senza dio, ma ha denti giovani e talenti,
e mi guarda le mani, sai figlio, le guarda e le prende,
che avranno mai queste mani, mi dico figlio, che avranno mai,
e forse in giornate di vento e di nebbia,
e forse, non ridere figlio,
e forse in loro ci vedo te
e forse, non ridere figlio,
e'per strappare loro la morte di dosso,
come feci con te vent'anni fa,
per sfilare loro il piombo dalle carni,
che li accarezzo.
E forse, non ridere figlio,
e'perche' il male io non l'ho visto, o se l'ho visto io l'ho accolto,
e gli ho stretto le mani,
perche' satana, figlio mio, non e'nel sangue degli infami,
ne' nel fuoco ne' negli occhi dei cattivi.
Satana, satana,
satana esiste, figlio mio,
ed e'solo uno stupido che ride.

AMD, novembre 2004


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