Inizio Pagina

Stampa questa pagina

Paginedipace

Lettera di un giovane soldato israeliano

"Buon giorno, mamma.
Non te la prendere per il mio comportamento.
Mi sento malissimo, ho l'impressione di diventare una bestia.
Non credo a quel che faccio.
Obbedisco agli ordini per non sembrare una
femminuccia davanti ai miei compagni.
Non capiresti mai cosa significhi entrare in una casa dove
ci sono dieci bambini, donne e vecchi,
con il fucile puntato, gridare e sbraitare
in arabo "che nessuno si muova".
Solo pochi mesi fa, mamma, ero un liceale, un ragazzo
buono come una pasta,
adesso faccio l'aguzzino.
Il comandante mi grida di occupare la cucina.
Io sbatto per terra i secchi, le pentole, rovescio i
sacchi di zucchero e di farina per controllare
se dentro non ci sia una pistola, o una bomba a mano.
Il rumore delle suppellettili che cadono mi fa
venire il voltastomaco.
Un bambino piccolo mi guarda da un angolo
con occhi grandi pieni di odio.
So che al suo posto anche io odierei per tutta
la vita i soldati ebrei.
Li ammazzerei io stesso se avessi visto mia madre,
ossia te, costretta a stenderti col volto a terra sul tappeto,
tremante di paura mentre attorno ti rovesciano la casa".
"Se ancora una volta dovessi entrare in una casa
con le armi in pugno,mi rifiutero'.
Andro' in carcere.
Non te la prendere, mamma.
Mi manca molto papa', lui mi avrebbe consigliato il da farsi.
Io so che in un combattimento a viso aperto, un uomo
contro un uomo, darei la vita.
Ma non posso vedermi rovesciare armadi, spaccare i muri,
costringere a terra dei vecchi, mi viene voglia di vomitare.
Odio me stesso.
Io non sono piu' io.
Ho parlato con due commilitoni della mia compagnia,
che si sentono come me.
Uno di loro si è preso in faccia gli sputi di una vecchia.
Poi ha pianto, nel suo sacco a pelo.
Solo io l'ho sentito singhiozzare come un bambino.
Io so difendermi, non ti preoccupare troppo.
Ho visto nel posacenere di casa tante cicche, fumi troppo.
Probabilmente a causa mia.
Tanti saluti a Yael, chiedile scusa se non l'ho salutata prima di partire.
Mi chiedo cosa avrebbe provato se soldati armati fossero
entrati nella sua stanza rovesciando tutto e sbattendola a terra.
Ecco, ho finito.
Se poi decido di rifiutarmi di eseguire gli ordini
e finisco in carcere, mi capirai, mamma?".


Aggiungi questo link su:

  • Segnala via e-mail
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su OKNOtizie
  • Condividi su del.icio.us
  • Condividi su digg.com
  • Condividi su Yahoo
  • Condividi su Technorati
  • Condividi su Badzu
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Windows Live
  • Condividi su MySpace
Torna a inizio pagina