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Scuola della Pace e della Solidarieta' "Saro Digrandi"

Chi era Saro

Il profilo educativo del Prof. Saro Di Grandi

Saro si era iscritto all'AVIS Comunale di Ragusa come donatore il 20/04/1979 con la tessera n. 201 ed e' stato tra i primi cittadini che hanno aderito all'AVIS concorrendo con costante periodicita', attraverso il contributo di quarantuno donazioni, al perseguimento della missione dell'associazione: l'autosufficienza ematica. Nell'AVIS Provinciale di Ragusa e' stato Presidente dal 1990 al 1996; dallo stesso anno fino al 1999 ha svolto il suo incarico nel Consiglio Direttivo prima come Segretario poi da Vice Presidente. Nell'AVIS Comunale di Ragusa dal 1996 al 1999 ha ricoperto la carica di Vice Presidente Vicario, dal 1999 al 2001 come componente il Consiglio Direttivo ha avuto la responsabilita' del settore Scuola e dal 2002 e' stato Presidente dell'associazione.

Penso risulti sempre difficile parlare dell'altro perche'si rischia di non coglierne tutti gli aspetti, tutte le sensibilita', anche le piu' nascoste che invece sono parti fondamentali, costitutive della persona. Debbo dire che, sorprendentemente, tracciare il profilo dell'impegno associativo di un amico come Saro, con il quale ho condiviso una lunga esperienza nell'impegno associativo, non mi crea questa apprensione; e' la statura dell'uomo che semplifica le cose, che rende chiari e certi i riferimenti, non c'e' la necessita' di ricorrere ad esami, contestualizzazioni o altri tipi di approfondimento. Io credo che il modo migliore, istantaneo ed efficace, per richiamare alla memoria e considerare ponderatamente l'impegno associativo di Saro, sia quello di fare riferimento ad un pensiero del Senatore Raniero La Valle che mi ha colpito per l'immediatezza identificativa della persona: "Saro e' stato l'uomo di un solo tempo". Un uomo forte delle sue convinzioni, del suo sistema di valori - la solidarieta', l'attenzione per l'altro, la giustizia, la pace - sul quale ha costruito senza tentennamenti il suo impegno in tutti i ruoli e le attivita' che ha svolto: da marito a padre, da educatore - trovo per Saro questo termine molto piu' appropriato che docente - da operatore di pace, da persona impegnata nella Politica, da persona impegnata come Donatore di sangue e dirigente associativo.

Allora risulta naturalmente conseguente e chiara nei significati la riflessione profonda su come l'impegno di Saro nell'associazione sia stato fortemente caratterizzato da uno sforzo, compiuto con uno stile, il suo stile, estremamente discreto e per questo forse non sempre da noi colto nella sua reale portata, di fare avanzare l'associazione, l'AVIS, verso aperture piu' grandi. Verso una solidarieta' piu' partecipata con l'altro volontariato. Verso uno sforzo di comprensione piu' profondo, capace di cogliere meglio la dimensione partecipativa che si deve all'organizzazione associativa nel suo complesso, insieme alla serena valutazione delle necessita' e delle aspettative degli altri. Nell'ultima relazione tenuta all'assemblea dei soci dell'AVIS Comunale di Ragusa Saro diceva: "Con le altre associazioni di volontariato c'e' un rapporto di collaborazione discontinua che deve essere ulteriormente sviluppato e coordinato nel rispetto delle diverse specificita' ma nel comune obiettivo di rendere piu' civile e solidale la citta' nella quale operiamo". Ed ancora "... dobbiamo esercitare la nostra piena responsabilita' soprattutto nell'ambito associativo regionale e nazionale, rifuggendo da tentazioni rinunciatarie ed isolazioniste."

Piu' visibile e' stato il suo impegno associativo come "educatore di solidarieta'" verso i giovani. Grande e' stata l'attenzione rivolta al mondo della scuola attraverso la promozione di numerose attivita' e quello speso per rafforzare l'idea della solidarieta', della convivenza pacifica, della pace, alimentata anche attraverso le rubriche del periodico dell'AVIS Comunale di Ragusa AVIS Iblea, "Asterischi e Pensieri sulla pace e sulla guerra", da lui curate.

Il rapporto personale da dirigente associativo con Saro e' stato caratterizzato, mi sento di dire segnato, dalla sua grande capacita' di ascolto e dalla riconosciuta "autorita' morale". Sottoporre le questioni, i percorsi e le soluzioni alla sua attenzione ed ottenerne il consenso per me significava ricevere una sorta di "visto di legittimita'".

In tanti anni di continuo, intenso lavoro fianco a fianco non ricordo una sola occasione di contrasto, dissociazione. Si badi bene, non e' che non fossero mai emerse posizioni diverse ma la qualita' delle sue caratteristiche ha fatto si che tutte quelle volte che il disaccordo, forse meglio dire la diversa valutazione, e' apparso (non molte per la verita' e manifestatosi quasi esclusivamente con responsabilita' associative prestate su livelli diversi) la soluzione data alle questioni e' sempre risultata una sintesi partecipata, argomentata, condivisa con ragione quindi alta. Tutto questo purtroppo manchera' ma voglio sperare che il segno lasciato da Saro sia così forte da non essere mai dimenticato. Saro ci ha lasciato un insieme di valori e comportamenti che non possiamo permetterci di perdere.

Concludo con la certezza che piu' di ogni altra parola, il significato profondo, autentico, dell'impegno associativo vissuto da Saro si possa cogliere nelle parole di un ordine del giorno approvato dalla 68^ assemblea dell'AVIS Nazionale, tenutasi dal 14 al 16 maggio 2004 a Pesaro, che a me sembra come fosse dettato da lui: ..."I donatori non si rassegnano al terrorismo ed alle guerre che continuano ad insanguinare il nostro pianeta ed impegnano tutta l'Associazione a fare ogni sforzo possibile per far trionfare la solidarieta' e la pace ripetendo ai politici di tutto il mondo "IL SANGUE NON SI VERSA, IL SANGUE SI DONA".

Franco Bussetti

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