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Inaugurata la scultura “L’Atleta” del maestro Nunzio Di Pasquale nella nuova installazione di via Magna Grecia

Documento dello 09/01/2017

La scultura “L’Atleta” del maestro ragusano Nunzio Di Pasquale, scomparso nell’aprile del 2003, impreziosisce oggi la rotatoria di via Magna Grecia, conferendo all’intero sito, dove insistono le strutture sportive più importanti della città, una riconoscibilità immediata ed una maggiore caratterizzazione estetica.

La nuova sistemazione della scultura, che a partire dagli anni 60 presidiava l’ingresso dello stadietto di Villa Margherita, è stata inaugurata domenica, 8 gennaio, dal sindaco Federico Piccitto, alla presenza del presidente del consiglio comunale Antonio Tringali, dell’ assessore alle Politiche Giovanili Gianluca Leggio, del consigliere comunale Davide Brugaletta, tenente dell'Arma dei Carabinieri Luigi Cipriano, del prof. Giorgio Flaccavento, dei progettisti, di semplici cittadini e dei titolari e lavoratori delle ditte che hanno contribuito alla realizzazione dell’installazione, frutto di un accordo di collaborazione promosso dall’ amministrazione comunale. Al progetto di sistemazione dell’opera di Nunzio Di Pasquale le aziende hanno partecipato a titolo gratuito, e precisamente le imprese edili Area Iblea, Fir.Ma Impianti, Sosedil (che hanno contribuito alla realizzazione delle opere) la ditta Ecoben Italia di Vicenza (che ha fornito i materiali di finitura), Omet ( lavorazione del metallo e revisione della scultura), Siet (impianti elettrici e tecnologici).
L'Amministrazione Comunale ha dato un contributo per l'acquisto dei materiali occorrenti. A predisporre il progetto l’arch. Carmelo Dipasquale, l’arch. Giovanni Rizza e l’ing. Rosario Tomasi. Hanno anche collaborato Sgarlata Marmi (che ha realizzato i numeri e le sferette dell’orologio), Officina Antoci (che ha curato gli ingranaggi che permettono alla scultura di ruotare lentamente attorno al suo asse scandendo il tempo) e Giovanni Battaglia (ha collocato con l’autogru la scultura).

“Abbiamo cercato di accelerare l’iter per questa nuova collocazione dell’opera di Dipasquale – ha sottolineato il sindaco Federico Piccitto – ed oggi finalmente, grazie soprattutto all’impegno profuso dai progettisti e dalle ditte che hanno partecipato a realizzare la nuova sistemazione, restituiamo alla comunità un’opera d’arte esaltata maggiormente nella sua bellezza”. Erano presenti anche una serie di collaboratori e amici del defunto artista, tra cui lo scultore Pietro Maltese, il signor Distefano, il sarto Giuseppe Schembari (che per l’occasione ha portato con sé il modellino della scultura che il maestro gli aveva regalato), che hanno ricordato la genesi dell’opera, compiaciuti della nuova installazione. Presente all’inaugurazione Sasà Cintolo che per primo propose, promosse e si diede da fare perché la scultura dell’Atleta fosse collocata nel sito attuale, salvandola dall’oblio e dalla distruzione quando fu rimossa dalla sua precedente allocazione accanto agli impianti sportivi di Via Natalelli e Villa Margherita.
“Ragusa ha recuperato la sua icona” - hanno affermato i progettisti, spiegando la filosofia dell’intervento - con il posizionamento, accanto agli impianti sportivi più importanti della città, di quello che per anni è stato il segno visivo dello sport a Ragusa.

Oltretutto la sua collocazione assume più significati contemporaneamente, essendo essa stessa non solo icona dello sport, ma anche marcatore urbano, in grado di ricucire le fratture tra centro e periferia con la sua riconoscibilità, di dare identità alla periferia stessa, sicuramente meno anonima e omologata, maggiore senso di appartenenza alla realtà urbana di cui fa parte e che presiede. Nello stesso tempo costituisce un omaggio a un artista scomparso che con quell'opera volle dare allo sport un valore universale, strumento di pace, in un ardito equilibrio di popoli di tutti i continenti (i 5 cerchi sovrapposti) e di un atleta (l’uomo) colto nel suo gesto fisico di tensione massima. Questi valori, ribaditi plasticamente nel basamento rappresentante la riunione geografica dei continenti attorno allo sport, che eleva l’uomo a una dimensione metafisica, viene ulteriormente accentuata con l’introduzione del movimento cui è sottoposto il gruppo scultoreo, in una rotazione costante (12 ore), come ritmica successione delle fasi in cui si svolge il divenire della natura e con esse la vita dell’uomo, ma anche il destino di una collettività che ripropone nel tempo i suoi valori migliori.”

Ragusa 09/01/2017 Faustina Morgante

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