Inizio Pagina

Stampa questa pagina

Programma del Sindaco

Introduzione al Programma della Coalizione

“Ragusa nacque dalle rovine di Ibla” dice, in latino, lo stemma della Città di Ragusa.
“Ragusa Città d’arte”, “Ragusa, porta barocca” si legge nei messaggi di benvenuto che, alle porte della Città, diamo agli ospiti.
Sintetica, ma chiara, c’è in queste frasi la più profonda, antica e genuina identità culturale della nostra Città.
Memori del passato e criticamente attenti al presente, vogliamo progettare un futuro migliore per tutti noi e per i nostri giovani; abbiamo fiducia in loro e nel loro entusiasmo. Assistiamo con orgoglio al loro divenire partecipi e protagonisti.
Per tutti noi e per loro abbiamo da salvaguardare un insieme straordinario che, con Ragusa, è stato iscritto nel 2002 nella lista UNESCO del Patrimonio dell’umanità. E’ un riconoscimento che ci riempie di orgoglio, ma ci carica della responsabilità di restituire un così grande tesoro ai nostri figli.
L’apprezzamento per quel che è stato fatto finora è testimoniato dal messaggio 6 novembre 2010 del Dott. Francesco Bandarin, Direttore dell’UNESCO World Heritage Center, al Sindaco Dipasquale: “Vorrei porgerle i miei più calorosi ringraziamenti e congratularmi con lei …”
Sappiamo che c’è ancora altro da fare. Vogliamo farlo insieme a Voi tutti.

L’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II disse:” Sono figlio di una nazione che ha vissuto le più grandi esperienze della storia, che i suoi vicini hanno condannato a morte più volte, spartita ed occupata, ma che è sopravvissuta, è restata se stessa non appoggiandosi alla forza materiale, ma a quella della cultura … Il diritto di una nazione ha una base stabile nella propria identità culturale, che non cede agli invasori e mantiene una sorta di soggiacente sovranità”.

Giuseppe Alessi, Padre dell’Autonomia Siciliana e primo presidente della Regione Sicilia, nel discorso pronunziato all’ARS l’8 aprile 1949, ebbe a dire:” Ritengo che la nostra autonomia resterebbe una vanità scritta sulle onde del mare, ove non si sposasse definitivamente alla cultura”

Grande attenzione al fondamento culturale della nostra società, dunque; ed al rispetto, al civismo, alla moralità, che della cultura non possono che essere corollario e complemento.
Se per qualcuno la morale è solo la conclusione delle favole, per noi, invece, i principi morali tramandatici dai nostri Padri sono la sostanza della nostra identità culturale, civile e sociale.
Consapevoli e rispettosi di tanti, autorevoli messaggi e di questa grande eredità, intendiamo preservare e coltivare l’identità culturale della nostra Città, a cominciare dalla sua memoria storica.
E vogliamo impegnarci, facendo del nostro meglio per realizzare progetti concreti e fattibili, in quotidiana collaborazione con chi condivide la nostra politica dell’inclusione e l’avversione per i principii dell’esclusione.
Facciamo parte della grande area dei moderati, maggioritaria nella nostra Città come nel resto d’Italia. Da sempre.
E siamo orgogliosi di esserlo, perché tanto la moderazione quanto la misura fanno parte della nostra identità culturale, eredità di principii che gli antichi Greci - e poi i Latini – sottolinearono e che oggi sono vissuti da tutti noi nella cultura del Cristianesimo, che è la religione della mitezza, incarnata perfettamente dall’attuale Pontefice, uomo certo coltissimo ma uomo mite.

Anche per tutto ciò crediamo indispensabile che il programma per Ragusa preveda cultura, arte e valorizzazione dei beni culturali.

Vogliamo una Ragusa non solo più grande, ma più ordinata, più solidale, più efficiente, più a misura d’uomo, più attenta all’ambiente.
Per realizzare il nostro e Vostro grande progetto sono indispensabili e non più rinviabili alcune infrastrutture: l’aeroporto di Comiso, la Ragusa-Catania, il completamento dell’autostrada Siracusa-Gela.
Ed anche il porto turistico di Marina di Ragusa, già realtà e vanto dell’amministrazione Dipasquale, che – con gli opportuni collegamenti – potrà non esser più frontiera ma cerniera per il turismo nautico di tutto il Mediterraneo, nel cui centro si colloca per poi proiettarsi nello splendido entroterra ibleo.

Non vogliamo scrivere un libro dei sogni, ma un programma semplice e concreto, fattibile e di continuità.

La politica, per Platone, era amore per la Città.

Don Luigi Sturzo, quasi traducendolo, disse “Fare politica è un atto di amore verso la Collettività”.

Noi amiamo Ragusa e vogliamo che i nostri figli possano dire, un giorno:
”E’ bello, ed è una vera fortuna vivere a Ragusa”.


Aggiungi questo link su:

  • Segnala via e-mail
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su OKNOtizie
  • Condividi su del.icio.us
  • Condividi su digg.com
  • Condividi su Yahoo
  • Condividi su Technorati
  • Condividi su Badzu
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Windows Live
  • Condividi su MySpace
Torna a inizio pagina