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Finanziamento elezioni politiche 2018 - L’amministrazione comunale contro la scelta del Governo, che riduce i trasferimenti ai Comuni per la copertura delle spese elettorali

Documento dello 08/02/2018

UFFICIO STAMPA

Comunicato n. 98


Nella seduta odierna, la giunta municipale ha deliberato di utilizzare le risorse disponibili nel Fondo di riserva, ai sensi dell’art. 166 del decreto legislativo 267/00, per far fronte alle esigenze di finanziamento delle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018, operando una variazione di bilancio sugli stanziamenti del 2018. Il provvedimento, con cui si dispone di prelevare dal Fondo di riserva la somma complessiva di 20.850 euro, si è reso necessario a seguito della comunicazione del Ministero dell’Interno che, in relazione alle spese per l’organizzazione tecnica delle elezioni politiche del 4 marzo, ha stabilito che la misura massima delle somme attribuibili a rimborso a ciascun Comune sia pari all’importo assegnato in occasione del Referendum del 17 aprile 2016, diminuito di circa il 20%.
“Dal Governo nazionale, l’ennesimo atto di prevaricazione nei confronti dei Comuni - commenta l’Assessore alle Risorse Economiche e Patrimoniali Stefano Martorana - che si trovano costretti a finanziare con risorse proprie, sottratte ad altre finalità ed obiettivi, gli stanziamenti previsti per lo svolgimento di elezioni politiche, che dovrebbero essere interamente finanziate dallo Stato. Evidentemente, a livello centrale, si è deciso, ancora una volta, di utilizzare i Comuni come bancomat per esigenze che nulla hanno a che fare con le competenze assegnate agli enti locali. Un episodio, peraltro, che si aggiunge a quelli già verificatisi in occasione dei referendum del 17 aprile e del 4 dicembre del 2016, quando il Comune è stato costretto a finanziare con risorse proprie, rispettivamente, 59.000 euro e 82.000 euro di spese, non riconosciute dal Governo in fase di rendicontazione. Una beffa, se si pensa che nel corso di questi anni proprio lo Stato ha pressoché azzerato i trasferimenti correnti in favore dei Comuni, costretti sempre più spesso a dover far fronte, da soli, alle esigenze e ai bisogni della cittadinanza. Chi paga il trasporto e la posa degli arredi necessari per il funzionamento delle sezioni? Chi il trasporto delle schede presso il Tribunale? Chi i buoni pasto e gli oneri del personale dipendente per il corretto funzionamento delle procedure di voto? Chi paga i costi delle rilevazioni presso le sezioni fuori dall’area urbana di San Giacomo e Marina di Ragusa? Chi copre le spese postali e le altre spese per l’acquisto di materiale di consumo per gli uffici di sezione? Chiaro, paga Pantalone! E’ Carnevale, del resto!”


Ragusa 08/02/2018


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