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Controllo del randagismo

Documento del 16/06/2009

COMUNICATO N. 355

CONTROLLO DEL RANDAGISMO

“Le indicazioni fornite dall'Assessorato per combattere il fenomeno
sono da tempo seguite del Comune di Ragusa – Ad assicurarlo con una nota
alla Regione Siciliana è lo stesso sindaco, Nello Dipasquale


“Il Comune si è fatto carico da tempi non sospetti degli adempimenti previsti dalla legge attuando, tra l’altro, un servizio di cattura dei randagi, di microchippatura, di sterilizzazione e reimmissione nel territorio mentre è stata stipulata polizza assicurativa ed è stato effettuato convenzionamento con strutture idonee al ricovero dei cani catturati nelle more della reimmissione e/o per quelli per i quali tale riammissione non è possibile”.
Inizia così la nota con cui il Sindaco Nello Dipasquale risponde all'Assessorato regionale alla Sanità - Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico – inviata anche per conoscenza alla Prefettura di Ragusa, al Direttore Generale Azienda USL 7, al Ministero della Salute, del lavoro e delle politiche sociali, al Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, alla Direzione generale della Sanità animale e del farmaco veterinario di Roma ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa”.
“Il Comune di Ragusa inoltre – aggiunge il primo cittadino - si è sempre rapportato proficuamente con le strutture veterinarie dell’USL in sinergia con le quali ha potuto raggiungere livelli più che accettabili nel contrasto al randagismo, almeno per quanto riguarda taluni segmenti che maggiormente sono in grado di mettere a repentaglio l’incolumità pubblica. A fronte di questo tuttavia è mancato pressoché del tutto il sostegno finanziario degli Enti di livello superiore (Regione e Stato), circostanza che ha messo a dura prova le possibilità di sostenere gli oneri per garantire le misure ordinarie ed impedisce di mettere in atto programmi e strategie straordinarie, quali la gravità e soprattutto le dimensioni del fenomeno certamente richiederebbero. Spiace ancora rilevare che solo a seguito dei fatti gravi verificatisi nella vicina Scicli (e non, si ricorda, a Ragusa nonostante il riferimento venga frainteso spesso nei proclami che promanano da esponenti di spicco nelle gerarchie regionale e soprattutto nazionale) si assiste ad un interessamento circa il fenomeno del randagismo in Sicilia, interessamento che tuttavia -almeno per quanto riguarda questa Città- non è tuttora sostenuto dai correlativi impegni finanziari”.
“Il sistema degli Enti Locali, scrive ancora il sindaco Dipasquale è, come noto, al collasso ed anche questo Comune - che pure nel panorama italiano si pone nei termini della virtuosità - non si trova nella materiale possibilità di sviluppare programmi che eccedano la ordinarietà e gli stessi programmi messi in atto con sacrificio non possono svilupparsi nei termini ottimali desiderabili. Il trend degli impegni di spesa del Comune di Ragusa nella materia è il seguente:
anno 2004 € 155.000
anno 2005 € 155.000
anno 2006 € 103.334
anno 2007 € 98.200
anno 2008 € 94.964
anno 2009 (fino ad oggi) € 93.007
I dati sopra esposti- continua ancora la nota del capo della civica amministrazione- sono eloquenti di un disagio di carattere finanziario che difficilmente può avere sbocchi positivi e dimostrano anche l'incompatibilità assoluta anche per questo Comune circa la possibilità di fronteggiare in termini esaustivi il problema del randagismo senza la corrispondente dotazione finanziaria esterna. Esprimo pertanto con forza la necessità che la Regione Siciliana, mediante idonea assunzione di responsabilità e se ha nei fatti realmente interesse alla soluzione del problema del randagismo, adotti con immediatezza i provvedimenti finanziari opportuni e necessari”.
“In caso contrario – afferma il Sindaco Dipasquale concludendo la sua nota - assisteremo ancora ad un dialogo fatto solo di proclami e di individuazione dei livelli di responsabilità, dialogo che, in quanto non suffragato da interventi concreti, nella maggior parte dei casi determinerà soltanto una mera petizione di principio, lungi dal volere affrontare al cuore il problema per risolverlo”.

Ragusa 16/06/09

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