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Sistema idrico Irmino-Santa Rosalia: gli rispondono alle perplessità manifestate da Legambiente

Documento del 16/07/2009

COMUNICATO N. 420

GLI ENTI CHE HANNO PROMOSSO GLI STUDI SUL SISTEMA IDRICO IRMINIO-SANTA
ROSALIA RISPONDONO ALLE PERPLESSITA’ MANIFESTATE DA LEGAMBIENTE


Il direttore del Consorzio di Bonifica di Ragusa, Giovanni Cosentini, l’assessore al Territorio e Ambiente della Provincia regionale di Ragusa, Salvatore Mallia, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa, Giancarlo Migliorisi, stigmatizzano in una nota le perplessità esternate in una lettera diffusa dal circolo “Il Carrubo” di Legambiente in relazione ai risultati ed alle modalità di svolgimento degli studi sul sistema idrico Irminio - Santa Rosalia, promossi dalla Provincia di Ragusa, dal Comune di Ragusa, dall’ Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione siciliana e dal Consorzio di Bonifica di Ragusa.
“Pur non essendo facile replicare – si legge nella nota – a osservazioni generiche, superficiali e tecnicamente improprie, tenteremo sinteticamente, per ovvie ragioni di spazio, di fornire ai lettori alcuni elementi di valutazione. Gli studi svolti hanno avuto l’obiettivo di pervenire sia a proposte attinenti la pianificazione dell’uso delle risorse idriche del Serbatoio Santa Rosalia che a proposte relative al miglioramento delle infrastrutture idrauliche per l’uso civile, agricolo e per la salvaguardia ambientale del fiume Irminio. Gli studi hanno consentito di ricostruire, attraverso la elaborazione aggiornata al 2008 dei bilanci idrici del serbatoio, i deflussi reali nel periodo di esercizio. Sulla base di tali dati reali, sono stati prospettati diversi scenari di utilizzazione delle acque con i relativi rischi di deficienza idrica. Uno studio specifico ha inoltre consentito di rilevare l’interramento attuale del serbatoio anche allo scopo di progettare interventi per la salvaguardia della capacità utile e della funzionalità degli scarichi di fondo. Gli studi hanno tenuto conto della esigenza di pervenire al risparmio della risorsa e alla riduzione delle perdite sia nell’uso civile che nell’uso agricolo. Ad esempio sono stati verificati i fabbisogni idrici per l’agricoltura, è stata proposta la realizzazione di nuove vasche di regolazione, sono state individuate le sezioni dove collocare strumenti di misura, sono state proposte modifiche alle opere di presa, sono state valutate le perdite nelle reti idriche, ecc. L’attività di monitoraggio è stata condotta ad integrazione di quella svolta dall’ARPA di Ragusa individuando 5 stazioni di prelievo a monte e a valle del serbatoio. Prima di esprimere giudizi, certamente superficiali, sulla assenza di “….elementi significativamente nuovi ..” sarebbe utile (soprattutto se il giudizio viene espresso da un ricercatore) aspettare il completamento delle attività e leggere i risultati. Lo studio prende in esame la possibilità di realizzare interventi per il riuso delle acque reflue urbane. È stato infatti proposto il recupero delle acque reflue di Ragusa, Marina di Ragusa e Giarratana previo affinamento con sistemi naturali quale la fitodepurazione. Il recupero delle acque piovane, di estremo interesse nelle aree serricole, nelle abitazioni civili, nelle case sparse non è certamente un elemento rilevante per la gestione delle acque del serbatoio S. Rosalia. Studi specifici sono stati condotti nel settore dell’approvvigionamento civile analizzando non solo la possibilità di utilizzare un modesto volume idrico invasato nel serbatoio (come peraltro previsto dall’accordo vigente tra gli enti utilizzatori), ma studiando l’integrazione con le altre fonti di approvvigionamento. Lo studio ha quantificato i nuovi fabbisogni di tutti gli insediamenti abitativi, rurali e turistico-ricettivi nell’altopiano ragusano, fabbisogni attualmente non soddisfatti. Inoltre sono state proposte possibili soluzioni per migliorare, nel periodo estivo, l’approvvigionamento di Marina di Ragusa tenuto anche conto del fabbisogno idrico richiesto dal nuovo Porto turistico. Sono stati ipotizzati scambi di risorse tra l’uso civile e l’uso irriguo. Nel complesso alcune delle soluzioni prospettate, che potrebbero tradursi in progetti esecutivi, dovranno sicuramente essere presi in considerazioni nell’aggiornamento del Piano d’Ambito che l’ATO idrico di Ragusa ha già programmato .Gli elementi sopra riportati costituiscono solo alcuni dei punti sviluppati negli studi svolti con competenza e professionalità dai ricercatori coinvolti per la gestione integrata e unitaria del bacino del fiume Irminio”.
Gli studi sul sistema idrico Irminio – S.Rosalia sono stati condotti da docenti e ricercatori dell’Università di Catania, sotto il coordinamento del prof. Ing. Salvatore Barbagallo, ordinario di Idraulica Agraria e già preside della facoltà di agraria dell’Università di Catania.


Ragusa 16/07/09

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