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“modifica elementi antidemocratici del regolamento consiliare”

Documento del 27/02/2004

Lo chiede il Sindaco al Presidente del Consiglio Comunale

Il Sindaco Tonino Solarino ritiene che il regolamento del Consiglio Comunale debba essere applicato in maniera più corretta e che comunque vada modificato in modificato.
In una lettera spedita al Presidente del Consiglio Comunale Francesco Barone, ai consiglieri comunali , agli assessori, al Direttore Generale Gaspare Nicotri ed inviata per conoscenza anche al Prefetto di Ragusa Sandro Calvosa ed all'Assessorato Regionale agli Enti Locali, il primo cittadino scrive:
“Il regolamento vigente del Consiglio Comunale prevede 2 riunioni mensili finalizzate alle comunicazioni, interrogazioni etc.
In questi Consigli il regolamento (o la sua interpretazione) impedisce alla Giunta e al Sindaco, nella fase dedicata alle comunicazioni che dura 70 + 90 minuti, di poter rispondere, dare informazioni o difendersi, persino, dagli attacchi personali.
Ritengo che questa sia la negazione più totale della dialettica democratica e nutro dubbi sull’interpretazione del regolamento. Ritengo, piuttosto, che si tratti di una prassi consolidata, ma errata. Il comma 3 dell’art. 71 prevede, infatti, la possibilità anche per il Sindaco, in sede di comunicazione, di intervenire per un tempo di cinque minuti per ogni argomento.
Non sono possibili, a mio parere, altre interpretazioni perché altrimenti il Sindaco e gli Assessori risulterebbero di fatto imbavagliati nel luogo più alto del confronto democratico, quale è il Consiglio.
Gli stessi Consigli risultano, per questi motivi, sterili e improduttivi. Inoltre lo spazio così ampio dedicato alla comunicazione, fa si che le interrogazioni o le interpellanze vengano sempre più spostate avanti nel tempo, perdendo anch’esse di significato.
Per queste ragioni chiedo al Consiglio, nell’immediato, una applicazione più corretta del regolamento a questo fine e una sua revisione in modo che i lavori d’aula possano svolgersi in una vera e produttiva dialettica democratica.
Il permanere di tale stato di fatto, che rende il ruolo della Giunta e del Sindaco assolutamente passivo, ne rende inutile la presenza”.

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