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Precisazione dell'Amministrazione Comunale sullo studio de "Il Sole 24 Ore" sulle tasse comunali

Documento dello 05/02/2008


COMUNICATO N.61


STUDIO DEL “SOLE 24 ORE” SULLE TASSE COMUNALI

Precisazione dell'Amministrazione Comunale


In merito allo studio apparso ieri su “Il Sole 24 Ore”, sull'impennata delle tasse locali nella città di Ragusa, l'Amministrazione Comunale precisa quanto segue:
“Con riferimento alle notizie apparse su Sole 24 Ore del 4 Febbraio, notizie riprese dalla stampa locale, circa un preteso scostamento nella gestione del bilancio 2006 tra previsione e riscossioni e circa l’incidenza del costo dei tributi sui cittadini con riferimento alle entrate tributarie è necessario effettuare alcune considerazioni.
E’ necessario intanto sgombrare il campo relativamente al preteso scostamento nella gestione 2006 tra previsto e realizzato, in quanto se tale scostamento fosse reale, certamente avrebbe determinato uno squilibrio visibile quanto preoccupante nella gestione del bilancio, squilibrio che certamente non sarebbe sfuggito al Collegio dei Revisori dei Conti né al Consiglio Comunale che ha già approvato a suo tempo il Conto Consuntivo per l’anno 2006.
In realtà si tratta di un fenomeno soltanto “figurativo” determinato da sistemi di appostamento diversi tra il bilancio di previsione e conto consuntivo ( i riscontri di Sole 24 Ore sono stati effettuati sulla base del raffronto dei certificati del bilancio e del conto consuntivo redatti dai Comuni ed inoltrati al Ministero).
In particolare in sede di bilancio di previsione l’entrata è stata annoverata tra le entrate tributarie, mentre in sede di consuntivo, tenuto conto che nel frattempo era divenuto operativo l’ATO rifiuti, le entrate afferenti la TARSU sono state considerate, per un importo pari ad € 5.640.000, tra le partite di giro in corrispondenza del capitolo di uscita relativo alle erogazioni a favore dell’ATO.
Tale determinazione corrispondeva anche all’esigenza di assicurare anche dal punto di vista formale il rispetto del “patto di stabilità”.
E’ di tutta evidenza infine che anche in quell’esercizio le riscossioni di carattere tributario hanno avuto luogo in perfetta linea con le previsioni.
Per quanto riguarda poi la pressione tributaria, i servizi di stampa si basano sull’esame freddo di prospetti e pertanto non vanno ad indagare sui motivi, sui presupposti che hanno determinato la manovra tributaria, sulla situazione di partenza e su quella di arrivo, motivi tutti che sono stati già illustrati in altre sedi compresa quella di stampa e sui quali tuttavia è ancora necessario effettuare considerazioni, per evitare che notizie sommarie possano fare dimenticare la realtà.
Innanzitutto i prospetti comparativi mettono in evidenza che la pressione tributaria esercitata nel Comune di Ragusa (340) è di gran lunga inferiore a quella esercitata nei Comuni del Nord (intorno a 490) e del Centro Italia (480). E’ ancora inferiore alla media dei Comuni del Sud (372) ed assolutamente in linea con la media degli altri Capoluoghi di Provincia della Sicilia: Palermo 367, Catania 341, Trapani 321, Siracusa 400, Caltanissetta 342, Enna 324.
I prospetti evidenziano anche che esattamente lo stesso trend rispetto ai dati complessivi dei tributi sopra evidenziati si verifica per la voce ICI con una media per Ragusa di 173, per Catania di 187, per Enna di 156, etc.
Ma evidenziano anche che l’incremento dell’ICI appare in termini percentuali maggiori rispetto ad altre Province dal momento che l’aliquota, prima della manovra, applicata a Ragusa (e che continua ad essere applicata alla prima casa) era rimasta per tantissimi anni quella minima prevista dalla legge, mentre tutti gli altri Comuni avevano da anni ed anno per anno man mano adeguato la tariffa.
Nonostante il recente aumento dell’aliquota ICI, questo tributo resta rispetto agli altri Capoluoghi di Provincia della Sicilia ancora estremamente contenuto per la prima casa e limitato anche per le case successive alla prima e per le aree fabbricabili.
La manovra dell’ICI prevede infine anche fasce estremamente privilegiate per le categorie più deboli.
Il raffronto con gli altri capoluoghi siciliani è illuminante:

RG CT PA ME SR TP AG EN CL
Ordinaria 6,50 6,90 7 7 7 6 6 7 7
1^ casa 4 5,50 4,80 5,10 4 6 5 7 5

L’incremento della pressione tributaria rispetto al passato è stato reso necessario dal trend negativo dei trasferimenti regionali e statali che si erano verificati negli ultimi anni e dei contratti di lavoro del personale dipendente sempre più onerosi, trend ai quali gli altri Comuni avevano fatto fronte con corrispondente aumento dei tributi anno per anno e che ormai per il Comune di Ragusa era divenuto insostenibile, salvo ad azzerare la maggior parte dei servizi che il Comune offre ai cittadini, soprattutto ai più deboli, e che hanno fatto in modo che il livello di civiltà e di benessere sociale a Ragusa si mantenga a livelli dignitosi.
Per citare solo il decremento dei trasferimenti dell’ anno 2007 rispetto a quelli dell’ anno 2006:

Stato :
previsione iniziale meno € 159.797,68 ; previsione definitiva meno € 932.554,27
Regione:
previsione iniziale meno € 2.320.824,22 ; previsione definitiva meno € 2.581.321,19”.

Ragusa 05/02/2008




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