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Ragusa Sottosopra

n.1 del 11/02/2008

Le Necropoli greche di Ragusa

Giovanni Distefano, archeologo

foto articoloDal 1891 una serie di scoperte archeologiche nelle contrade Pendente, Cucinello e Rito hanno portato alla luce vari lembi della necropoli greca, di età arcaica, di Ragusa.
Questi gruppi di tombe, di tipo sicuramente greco, in cui sono stati inumati individui secondo rituali greci, sono certamente da riferire ad un insediamento camarinese la cui ubicazione sulla collina Rito è oggi sempre più probabile. Dopo la fondazione di Camarina, nel 598 a.C. è molto probabile che inizifoto articolo un processo di conoscenza dell'entroterra della colonia e quindi è verosimile che in questo processo siano avvenuti contatti con il mondo indigeno. Anzi è oggi possibile potere ap-prezzare archeologicamente questo processo di acculturazione fra i greci di Camarina e gli indigeni dell'interno proprio grazie alle scoperte delle necropoli greche di Castiglione e di contrada Rito o alle scoperte dell'insediamento di Monte Casasia. La distribuzione delle necropoli dei greci di Ragfoto articolousa e Castiglione indizia un processo di acculturazione e di contatto nell'ambito del quale, tuttavia, sia gli insediamenti che le aree funerarie rimasero distinte e ben separate.
La necropoli di Pendente Petrulli
(scavi 1892-1898)
La prima scoperta di tombe di tipo greco a Ragusa fu effettuata nel 1891, durante i lavori per la costruzione della ferrovia. Le tombe scoperte a Pendente Petrulli erano di due tipi. Il primo tipo è costituito da una tomba a fossa incavatfoto articoloa nella roccia coperta con tre lastre incastrate e saldate in una risega laterale, un vero e proprio incavo di alloggiamento. La fossa stretta e profonda conduceva fino al vero e proprio letto funebre che presentava una nicchia laterale ove erano stati raccolti i vasi che accompagnavano il defunto, deposto con la testa a sud-ovest. Un altro tipo di tomba rinvenuta nel 1891 a Petrulli Pendente presentava sempre una fossa, stretta e profonda, coperta da tre lastre di pietra pece. Mfoto articoloa qui il corpo del defunto era inumato dentro un sarcofago sempre in pietra pece con coperchio e acroteri agli angoli. I vasi durante la cerimonia funebre erano stati sistemati sopra il coperchio del sarcofago.
L'Orsi ritorna a Ragusa con 12 operai dal 20 al 30 giugno 1898 e riprende con tenacia lo scavo della necropoli vicino alla stazione, nella spianata rocciosa di Cucinello dove era stata tagliata la profonda trincea per il passaggio della ferrovia. L'Orsi ha buona fortuna foto articoloe in poco tempo ai lati della ferrovia scopre altre 24 tombe greche dello stesso tipo di quelle rinvenute nel 1891. Vengono alla luce altre fosse di forma rettangolare, con poca ceramica di corredo e inumazioni singole. La tomba VIII è particolare: una fossa coperta con una lastra monolitica che conteneva all'interno un sarcofago pure monolitico coperto con un'altra lastra.
Ma le sorprese per l'Orsi non finivano: nella tomba XV rinvenne una eccezionale concentrazione di sculturfoto articoloe:
  • l'avancorpo di una sfinge con i pettorali ben evidenti e robusti, con la gamba destra conservata e con resti dell'ala;

  • il retrocorpo di un quadrupede forse un bovino (o un leone?) con la coscia destra nell'atto di incedere;

  • un cavallo, grande al vero, con un'ampia bocca, labbra accentuate e narici profonde e divaricate.

La fossa riservò all'Orsi ancora altre sorprese; dentro infatti furono rinvenute tre lastre frammentarie con iscriziofoto articoloni funerarie che contenevano nomi greci personali.
Dunque sulla tomba XV forse doveva essere stato costruito, dopo il seppellimento di un personaggio importante, un vero e proprio gruppo scultoreo con un equino, un bovide e una sfinge.
L'eccezionalità delle scoperte monumentali nella necropoli greca della stazione di Ragusa, a Cucinello, nel 1898, tuttavia , era destinata ad accrescersi.
Durante gli scavi Orsi rinvenne la fondazione di un edificio, di forma rettangolare di mfoto articolo. 8,40 x 5,85. All'interno dell'edificio era ubicata una tomba, la tomba X. Orsi suppose che sul basamento dovevano esserci delle colonne: 4 nei lati brevi e 6 in quelli lunghi. Nuove scoperte della necropoli greca di Ragusa avvennero nel 1956, proprio sulle pendici della collina di contrada Rito. Antonio Di Vita scoprì nella zona retrostante l'ospedale settantasei tombe.
Di queste tombe ben quarantatre erano simili a quelle trovate da Orsi, cioè delle fosse con corredi e inumfoto articoloazioni singole. Diciannove tombe erano costruite con lastre di riporto e sette erano dei veri e propri sarcofagi.
Durante gli scavi di questo altro nucleo della necropoli greca di Ragusa si rinvennero anche 5 tombe ad enchytrismòs, cioè delle anfore che contenevano delle inumazioni di corpicini di bambini morti in tenera età. I genitori avevano seppellito, per pietà, i loro figlioletti utilizzando le anfore. Questo è normale nelle necropoli greche. Ma è molto importante afoto articoloverlo rinvenuto qui a Ragusa; ciò vuol dire che questi greci di Ragusa erano venuti con le loro famiglie, con mogli e bambini. Anche in questa necropoli è stata rinvenuta una scultura monumentale: un leone raffigurato accosciato sulle zampe anteriori che doveva fare parte dell'ornamento di una tomba di prestigio, forse di un personaggio importante, come nella tomba XV di Orsi del 1898 e come succede a Castiglione. infine, un altro lembo della necropoli greca di Ragusa è venutfoto articoloo in luce nel 1960 in via Lombardo Radice.
Qui durante la costruzione di un edificio vengono scoperte nove tombe e ben quattro strade, di cui rimanevano nella roccia ben incise le impronte del passaggio dei carri.
Questo lembo della necropoli presenta altre peculiarità: fosse rettangolari all'interno delle quali venivano bruciati i cadaveri e venivano pure sepolti i cavalli, i montoni e i maiali che appartenevano ai greci qui deposti.
La necropoli greca di Ragusa conferma cfoto articolohe questi greci appartenevano a famiglie aristocratiche che avevano portato fino a Camarina e anche all'interno non solo le loro migliori e più preziose ceramiche direttamente importate dalla Grecia (una Lekane protoattica, un Kylix di Siana etc.), ma anche le loro usanze funerarie. Anzi proprio queste particolari usanze sembrano qui esibite per rafforzare maggiormente la loro origine e appartenenza di fronte ai Siculi arroccati sulla collina dove poi sarà edificata Ragusa Ibla.

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